Durban: l’incontro fra Asia e Africa

Durban è la terza città più grande del Sudafrica, ha una storia molto interessante quale ultimo avamposto dell’Impero Britannico prima dell’apertura del Canale di Suez. Oggigiorno è un vivace centro industriale ed il porto africano più attivo. Sorge nel cuore del Kwazulu-Natal, la terra dei famosi zulu – la tribù dei guerrieri “figli del cielo” che gli inglesi riuscirono a piegare al proprio dominio solo alla fine del XIX secolo – che costituiscono circa il 63% della popolazione. Ma Durban ospita anche la più vasta comunità di indiani al di fuori dell’India; arrivati qui per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero della regione fra il XIX e il XX secolo, hanno lasciato la loro impronta non solo nell’architettura e nella cultura cittadina ma anche nella cucina.

Oggi rappresentano il 20% della popolazione cittadina riunita soprattutto nell’area del Quartiere indiano che si estende lungo Grey Street. Qui hanno sede due importanti mercati: Madressa Arcade e il Victoria’s Market. Se come molti turisti alloggiate nel quartiere lungo il mare mettete in conto una bella camminata per raggiungerli. Il Madressa Arcade ha più l’aspetto di un bazaar, è composto da negozi e bancarelle allineati uno dopo l’altro sotto una serie di portici (come suggerisce il nome “Arcade” ndr), si tratta di un mercato usato tutti i giorni dagli abitanti, dove le bancarelle di spezie si mischiano a quelle di rimedi africani – anche questa è integrazione. Come in tutti i mercati gli odori la fanno da padrone, ma potrebbero essere molto penetranti… Motivo per cui abbiamo preferito costeggiarne la parte più esterna e dirottare il nostro interesse verso il Victoria’s Market – decisamente più turistico e molto meno caotico.

 

Del Victoria’s Market vi colpirà prima l’aspetto: una struttura rosa e azzurra in cemento, che vorrebbe ricordare i ricchi palazzi dei maharaja, ma in versione brutta. Il mistero dell’eclettica struttura è presto svelato: la struttura originale risaliva al 1910 ma fu distrutta da un incendio, così negli anni ’80 venne ricostruito, l’intento dei costruttori era quello di coniugare dei servizi moderni – parcheggio sotterraneo e negozi veri e propri – in una struttura ambiente che ricordasse i bellissimi palazzi dei principi indiani. L’interno però è il vero gioiello: India e Africa si fondono, montagne di spezie si affiancano a giraffe intagliate nel legno e negozi di sari… Un mix a cui è davvero difficile resistere.

Il mercato si sviluppa su due piani: inizialmente pensato per ospitare i generi alimentari al pian terreno e i negozi di altro genere a quello superiore, la crisi deve essersi abbattuta anche qui e il primo piano è quasi del tutto vuoto. É il luogo ideale per comprare le spezie: dai curry indiani ai mix per il braai (o barbecue) – il piatto nazionale sudafricano che deve buona parte del suo segreto alle erbe che vengono usate nella cottura delle pietanze – non stupitevi quindi se troverete qualsiasi genere di mix: per carni, pesce, verdure, piccanti, dolci, ecc. Cedete alla tentazione e portate a casa quanti più mix potete, saranno una vera rivelazione. Fra tutti i negozi ho preferito acquistare da Moodley, lo trovate sul lato sinistro della piccola piazzetta centrale, offre una scelta più ampia di spezie e thè. Se avete richieste particolari o volete provare una miscela solo vostra potete chiedere alle commesse, che saranno ben contente di creare un mix solo per voi. Io ero alla ricerca di un Curry Masala piuttosto dolce, così ho ottenuto la mia personale bustina di spezie. Poi ho ceduto anche a dello zafferano indiano, un mix braai per il pesce a base di lemongrass e del curry piccante. I proprietari hanno anche avuto una bellissima idea, un piccolo ricettario indiano con spunti per usare i vostri acquisti!

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Spezie sotto vuoto e ricettario da Moodley

Girando poi nel mercato troverete anche un’ampia offerta di sari e calzature indiane, che si affiancano a negozi strabordanti di souvenir a poco prezzo e a piccoli laboratori di sartoria, che propongono capi di abbigliamento con stoffe e tagli decisamente più africani. Fra le cose più interessanti vi segnalo delle collane fatte con uno spesso cordone in tessuto, al loro interno hanno del fil di ferro per renderle rigide – le fantasie possono essere un po’ estreme ma sono una novità rispetto a tutto quello che avrete trovato fra bancarelle e negozi!

Non potete infine uscire di qui senza aver provato il bunny chow, che le guide vi illustreranno come un panino con del curry di verdure o pollo. La traduzione di panino è: prendete una confezione di pane in cassetta intero, tagliatelo a metà e scavate un buco, infilategli una coscia di pollo, riempite i buchi rimasti con verdure e sugo e ora… Gustate!

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Il Bunny Chow… Buon appetito!
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