Sudafrica: breve guida fra natura e mercati

Ci siamo salutati per le vacanze e… Pausa decisamente più lunga del previsto! Torno però in queste pagine con una serie di articoli dedicati ad una piccola parte di quel grande e meraviglioso paese che è il Sudafrica. Un viaggio emozionante, immersi in una natura prorompente e a contatto con le popolazioni che compongono la sua variegata società. Due settimane in giro per parchi naturali possono sembrare lontanissimi dalle opportunità di shopping, eppure per la prima volta ho trovato gli spunti più interessanti lontano dalle città. Iniziamo però con qualche consiglio utile in un paese dove si mescolano usi e costumi di due continenti.

Primo: i dintorni delle città sono pieni di centri commerciali, chiamati Mall, ottima opzione non solo per i pasti ma anche per l’acquisto di generi di prima necessità e, ovviamente, negozi di grandi catene internazionali e marchi locali. Realtà poco conosciuta nella nostra parte di mondo il Sudafrica ha un tessuto ricco e vivace di proposte di alta moda, il cui stile prende dalle tradizioni e dai pattern tribali e li mischia con la migliore tradizione di gusto occidentale; ma a questo dedicherò un post più avanti. Se invece siete alla ricerca di artigianato e souvenir è meglio affidarsi alle venditrici che troverete nei luoghi più battuti dai turisti e passare al punto due…

Secondo: state attraversando un paese grande quasi quanto il nostro continente, quindi tenete conto che le popolazioni cambiano e con loro anche l’artigianato e i materiali tipici. Quindi: non perdete le occasioni, non pensate “tanto poi lo trovo anche altrove”. Alcuni articoli sono di produzione semi-industriale e li troverete sempre, soprattutto se vi limitate a fare acquisti nei negozi ufficiali dei parchi. Lungo la strada, nei parcheggi dei luoghi turistici e nei paesi che incontrate troverete decine di bancarelle, dove spesso lavorano interi gruppi famigliari: uno contratta con i turisti mentre continua l’attività operosa e fervida delle signore che infilano le collane, intrecciano le fibre per farne cesti e decorazioni casalinghe, uomini che intagliano il legno… Una specie di filiera a Km 0, dal produttore al consumatore – con le debite eccezioni: quadri, vasellame, oggetti in pietra saponaria e terrecotte sono ovviamente prodotte in appositi laboratori. Che siano però di produzione famigliare o industriale ogni oggetto conserva l’incanto dei colori dell’Africa, in tutta la varietà di materiali che si ricavano dalla ricchissima natura: pietra saponaria, terracotta, frutti delle scimmie, pietre semipreziose, fibre naturali, legno…

Terzo: sulle bancarelle contrattate, nei negozi comportatevi come se foste in Europa. Una delle cose che più colpiscono in Sudafrica è la schizofrenia delle relazioni sociali: da un lato le tradizioni da bazaar, dall’altro la tranquillità compassata tipica delle popolazioni anglosassoni. Vi sarà necessario fare un po’ di allenamento per comprendere l’accento con cui parlano inglese da queste parti.

Se nei parchi ogni campo ha un negozio che vende sia alimentari che souvenir, lungo altri percorsi come il giro delle cascate o il Blyde River Canyon nel Mpumalanga offre soprattutto piccoli mercati. Fra le città che incontrerete Graskop, nel bel mezzo del parco del Blyde River Canyon, vive dell’industria del legno e del frequente passaggio dei turisti. Lungo la strada principale si allineano costruzioni in legno, piccoli negozi pieni di scaffali coperti di qualsiasi tipo di manufatto: piatti, anfore, braccialetti, soprammobili… I vari mercanti faranno a gara per attirarvi verso la loro bancarella e presentarvi il meglio della loro merce. In foto vedete il “bellissimo” Discount Shop e il suo proprietario, che ha voluto farsi fotografare nel suo “negozio”. Da lui ho acquistato un quadro, sono tele dipinte a tempera – a volte si trovano anche da noi nei negozi etnici o su alcune bancarelle. Mi è piaciuto subito per i suoi toni blu, quasi tutta la produzione è dipinta con colori caldi, rossi e arancioni. La contrattazione su questo lato della strada è l’attività principale, anche se una volta fatta la conversione dei prezzi vi sembrerà semplicemente assurdo ridurli ulteriormente. Verso il fondo della strada ci sono anche un paio di grandi negozi di souvenir, ideali se desiderate guide e piantine della zona ma meno per i ricordi da portare a casa. In città inoltre dovete assolutamente fermarvi da Harrie’s Pancakes per i suoi famosi pancakes, salati o dolci – sono i più buoni della regione (a quanto dicono tutte le guide turistiche e anche Tripadvisor).

Viaggiando molto più a sud, nel KwaZulu Natal, si trova invece la cittadina di St. Lucia – tappa obbligata per coloro che visitano l’iSigmaliso Wetland Park (o meglio il sistema di parchi che lo compone), del quale fa parte l’omonimo estuario. Visibilmente luogo turistico, composto unicamente di ristoranti, affittacamere, servizi e negozi per turisti, nel centro città ha una piccola area coperta adibita a mercato. Poche bancarelle in cui troverete i soliti souvenir che vi avranno accompagnato per buona parte del viaggio, ma anche qualche curiosità locale come i piccoli porta candele intagliati nei gusci del frutto della scimmia. Questi frutti tondi, così chiamati perché le scimmie ne sono ghiotte, sono come delle piccole noci di cocco: il guscio è in legno, se fatto seccare diventa molto resistente, mentre lo strato più esterno è come una corteccia in cui si intaglia un decoro di motivi geometrici o animali stilizzati. È un’idea regalo originale e con un budget davvero molto basso! Qui troverete anche la versione africana degli acchiappasogni, meno famosi di quelli dei cugini americani, sono fatti con nastri colorati e legno, al cerchio principale sono attaccate delle figure umane che dovrebbero proteggere i bambini dai brutti sogni.

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