Passeggiando a Sanremo: lo shopping bon ton che guarda al passato

E’ appena passato il Festival di Sanremo, osannato o criticato che sia è il momento in cui ci ricordiamo di questa città del Ponente Ligure dal fascino retrò – fatta di edifici Belle Époque e il fascino del vintage anni ’50. Sanremo è una città davvero strana, in qualità di turisti possiamo dividerla in tre parti: Corso Imperatrice e la passeggiata sul mare, Corso Matteotti con l’Ariston e la via dello shopping, Via Palazzo e l’inizio della Sanremo vecchia fatta di vicoli e piazzette. L’ultima ha indubbiamente un fascino maggiore, anche se addentrarvisi troppo oltre che sconsigliabile non è nemmeno troppo interessante per fare acquisti…

Partiamo quindi da Corso Matteotti, dove sanremesi e turisti si ritrovano a “fare le vasche” e prendere un aperitivo ai tavolini sul corso. Su questa strada si affacciano le boutique più belle della città, fra grandi marchi ben noti e multimarca di alto livello c’è Mida Bijoux, che da almeno 20 anni offre gioielli veri e non alle sue clienti. Questo posto è una specie di fornitore di fiducia, ogni volta che capito da queste parti faccio sempre un tour nella lunga galleria di vetrine in cui è esposta tutta la merce del negozio, la scelta è davvero vasta per accontentare le signore dallo stile classico e anche le clienti più giovani o alla ricerca di dettagli estrosi. Un altro posto che mi sento di segnalarvi, se amate la biancheria romantica e shabby chic è Dea, proprio all’imbocco della salita al Casinò: biancheria per la casa e per la notte, fra ruches, pizzi e fiori. Dall’altro capo del Casinò invece potete rifarvi gli occhi da Zoccai, gioielliere antiquario dalle cui vetrine da bambina ricordo ammiravo tiare e diademi – oggi espone cosucce un po’ meno impegnative, ma sono sicura che custodisce ancora il diadema per me in cassaforte! 🙂

Completamente diversa invece l’anima di via Palazzo, la stretta via corre parallela e leggermente rialzata rispetto a Corso Matteotti. Subito all’imbocco della via da Piazza Colombo non potete perdere La Tavernetta, il cui forno dai tardi anni ’60 produce le migliori focacce, sardenare e torte verdi della città – perché anche la gola deve essere soddisfatta. Dopo questa tappa culinaria addentratevi fra negozi moderni di costumi da bagno e vecchie botteghe per la casa che sembrano uscire direttamente dagli anni ’50 e una piccola libreria La Fenice, in cui potrete trovare titoli inaspettati e anche qualche fuori catalogo.

Credo che questa parte di Sanremo sia l’unica in cui trovare ancora souvenir trash come le bambole di conchiglie, negozi etnici e negozi storici come Celli: piccola e ben fornita merceria in cui si respira ancora l’atmosfera dei negozi d’epoca, con i suoi rotoli di nastri e le scatole di bottoni e passamanerie. Vale un passaggio anche se non vi dilettate di cucito, solo per curiosità.

Chiamata la città dei fiori, se volete vederne i colori dovete attendere il Festival o andare verso Piazza degli eroi dove poche bancarelle sono l’unica testimonianza di questo nome. Il vecchio mercato dei fiori è stato infatti spostato fuori città e, contrariamente a quanto accade in Cours Saleya a Nizza, Sanremo non gode di un luogo di tradizione per acquistare i famosi fiori della Riviera.

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