La Terza Piuma

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Bergamo e la moda sostenibile

Lunga assenza dalle pagine del blog ma spero di farmi perdonare con un post dedicato ad un argomento per me nuovissimo e molto affascinante: la moda sostenibile. Cos’è? E’ dare una seconda vita ad abiti e scampoli, creando qualcosa di assolutamente nuovo ed unico. E’ un modo di aiutare l’ambiente, una vecchia pratica dimenticata e la possibilità di mettersi nell’armadio pezzi unici senza spendere tantissimo.

Un mondo tutto da scoprire, a cui sono stata introdotta da un’amica Barbara – che insieme a due socie Alessandra e Laura – ha aperto un bellissimo negozio a Bergamo chiamato La Terza Piuma, uno spazio/incontro in cui si viene accolti da uno staff con il sorriso sulle labbra e al cui interno oltre alla vendita si tengono anche corsi di maglia e cucito. Il progetto delle nostre protagoniste ha come mission tre punti cardine: Riciclo, Riuso e Ricreo.

La Terza Piuma
Il negozio è in Via Divisione Tridentina 4/a, Bergamo

“Abbiamo un progetto ambizioso: spiegare alle persone il valore della moda sostenibile. E’ un’operazione che nel mondo del food è riuscita molto bene, anche se Slow Food ha una storia lunga 15 anni. E’ un processo che nella moda è  appena iniziato ed è più lento” ci spiega Barbara, che ho incontrato un paio di settimane fa per un’intervista.

Le tre R rappresentano delle macro-categorie della vostra offerta. Ce le spiegheresti?

“Riciclo è la nostra collezione che dà una seconda vita alle cose, si tratta di prodotti nuovi molto particolari. Oggetti realizzati partendo da materiali  di scarto, come vecchi cartelloni pubblicitari o confezioni del caffè da cui sono stati ricavati borse o cinture. Riuso è invece la collezione di abbigliamento e accessori di seconda mano. Ricreo è la collezione dedicata all’artigianalità. Si tratta di abiti nuovi, modelli unici che vengono creati da scampoli scartati dalla produzione di serie perché troppo piccoli o irregolari. Oppure accessori e gioielli realizzati con stoffe biologiche e materiali di recupero.”

Siete riuscite quindi a trovare una vostra particolarità sul mercato…

“Si, in città ci sono altri negozi che si occupano di tessile sostenibile come il cotone biologico, oppure negozi che vendono abiti usati. Ma nessuno che proponga pezzi unici di sartoria realizzati con tessuti di riciclo. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che questi prodotti sono pezzi unici, dietro ai quali esiste una storia, un percorso di ricerca e un sistema di valori ben definiti. La risposta da parte dei nostri clienti è ancora contenuta ma positiva. Stiamo dando molto spazio a questa parte in negozio, vogliamo far capire alle persone che è bello comprare un capo artigianale e fatto su misura, e soprattutto la nostra offerta ha davvero dei prezzi interessanti – abbiamo capi di sartoria che vanno dai 40 ai 100 euro!”

Prezzi davvero interessanti! Ma avete quindi una rete di sarte che creano le nuove collezioni?

Si, collaboriamo con alcune sarte che prima lavoravano in proprio, vendendo ad amici e parenti o tramite passaparola, ma i costi anche per un’attività piccola non sono indifferenti. La nostra idea è: iniziamo a collaborare, se funziona entri nella cooperativa e utilizzi il nostro contenitore giuridico per vendere inizialmente in esclusiva presso di noi, per promuovere la tua collezione. La cosa più importante è che ogni laboratorio mantiene il proprio marchio e la propria identità. Ci siamo accorte che rispetto ad altri paesi europei, in Italia il sistema produttivo in ambito tessile continua ad esistere e ad essere molto importante. Nel frequentare i corsi di moda sostenibile ho conosciuto molte ragazze che hanno iniziato producendo in casa o rivolgendosi a piccoli laboratori artigianali… E’ così che siamo entrate in contatto con alcuni fornitori. Adesso ad esempio inizieremo a collaborare con una nuova sarta – una ragazza che ha già una sua collezione. Abbiamo parlato, le è piaciuta la potenzialità del progetto e ha deciso di aiutarci”.

La_terza_piuma_esterno
L’esterno del negozio con alcune creazioni

 

Moda sostenibile
Due creazioni fatte con stoffa di recupero dalle sarte che collaborano con la cooperativa

Però non trattate solo abiti…

“No anche accessori: borse, cinture, collane. Essendo un punto vendita è importante inserire sempre qualcosa di nuovo e talvolta ci rivolgiamo anche a realtà strutturate, aziende o altre cooperative scelte sempre perché in linea con la nostra visione.”

Ed infatti curiosando in negozio vengo attratta da dei bellissimi bijoux, sono le creazioni di una ragazza giapponese che utilizza stoffe di recupero dei kimono, secondo un’antica tecnica con cui le geishe realizzavano i loro ornamenti.

Seta e orecchini
Fra gli accessori anche bijoux realizzati con i tessuti dei kimono, secondo un’antica tecnica giapponese.
Cintura riciclo La Terza Piuma
Oltre agli abiti La Terza Piuma propone anche accessori, ad esempio: cinture fatte con cartelloni pubblicitari.

Quindi nella scelta del fornitore state attente al discorso della sostenibilità?

“Alla base di tutto devono occuparsi del riciclo. Per noi è importante la coerenza del marchio, è ciò che il nostro pubblico cerca. Anche l’arredamento del negozio è realizzato con legname di recupero dai bancali, opera della cooperativa Il Cammino di Biella. Siamo anche molto legate a tutta la rete bergamasca dell’economia solidale, fino ad oggi vissuta di volontariato, ma fatta di persone con una professionalità molto elevata. E’ nato in questo ambito l’idea dello spazio di co-working cioè trovare qualcuno con cui condividere le spese, un nucleo in cui inserirti e sopravvivere insieme”.

E’ una cooperazione anche con i fornitori?

“Non è facile. Il co-working in Italia è fatto di persone che condividono gli spazi, es. architetto, geometra, commercialista. Ma non condividono il lavoro. Noi vorremmo andare oltre questa modalità e creare una condivisione del lavoro. Ci siamo anche informati presso il comune di Bergamo e in teoria possiamo mettere nei nostri spazi un piccolo laboratorio artigianale”.

Però so che offrite al pubblico anche altri servizi…

“Si. Organizziamo principalmente corsi di cucito, quest’anno ne sono partiti tre. Poi abbiamo offerto i nostri spazi anche  ad un corso di agricoltura urbana, per coltivare orti e frutteti nelle zone abbandonate da recuperare dentro e fuori le città.

Siamo molto attente anche all’infanzia, oltre alla buona offerta di indumenti di seconda mano, abbiamo pannolini lavabili, portare in fascia e molti altri articoli. Abbiamo uno spazio molto grande che si presta anche ad avere un punto in cui cambiare il bambino e un’area gioco. Il nostro negozio fa parte di una rete creata dal comune di Bergamo di esercizi pubblici che offrono alle mamme possibilità di socializzare e strutturare le loro uscite senza troppe ansie. Inoltre c’è anche un’area scambio a cui accedere attraverso una tessera annuale del costo di 20 euro, è un’area usata soprattutto da mamme e bambini per scambiare giochi, libri e anche informazioni”.

La terza piuma dettaglio
Una vecchia macchina da cucire ospita i volantini di corsi e iniziative
Area gioco
Mentre le mamme fanno shopping i più piccoli possono giocare…
Moda bambino
Vasta scelta fra gli abiti usati per i bimbi

La Terza piuma si trova a Bergamo in Via Divisione Tridentina 4/a, zona Cappuccini-Angelo Maj. Sul web potete rintracciarli sulla loro pagina Facebook o sul sito www.laterzapiuma.it, da dove potete chiedere di iscrivervi alla newsletter per restare aggiornati sulle loro numerose iniziative!

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. cloti ha detto:

    E’ MOLTO INTERESSANTE SONO SICURA CHE ANDRO’ A DARE UNA SBIRCIATINA. CIAO CLOTI

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